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Marchio Collettivo e Marchio di Certificazione uguali o diversi?

12 Settembre 2019 | Silvia Carbonaro

Il Marchio Collettivo e il marchio di certificazione sono uguali?

In questo post cercheremo di fare luce sulle differenze tra MARCHIO COLLETTIVO e marchio di certificazione.

La prima domanda da porsi è – sono la stessa cosa?

La risposta è NO!

Recentemente, la normativa italiana ha dato attuazione ad una Direttiva UE introducendo la distinzione tra le due tipologie.

Ma quali sono le rispettive funzioni?

MARCHIO COLLETTIVO MARCHIO DI CERTIFICAZIONE
Il marchio collettivo indica che i prodotti o i servizi tutelati provengono da membri di un’associazione e può essere utilizzato solo da questi ultimi.


Possono depositare domanda di marchio collettivo solo associazioni di fabbricanti, produttori, prestatori di servizi o commercianti, nonché persone giuridiche di diritto pubblico (purché abbiano un’organizzazione simile a quella delle associazioni).

La domanda deve includere il regolamento d’uso

Il marchio di certificazione, invece, è un’indicazione che i prodotti o i servizi soddisfano talune caratteristiche (ed esempio le qualità)  definite nel regolamento d’uso.

Il titolare di un marchio di certificazione non può gestire un’attività che comporti la fornitura di prodotti e servizi del tipo certificato (obbligo di neutralità).

Possono depositare domanda di marchio di certificazione anche le persone fisiche.

La domanda deve includere il regolamento d’uso

La disposizione di cui al nuovo art. 11 bis consente la registrazione come marchio di certificazione di segni o indicazioni che nel commercio possono servire per designare la provenienza geografica dei prodotti o servizi, in deroga al principio generale della capacità distintiva prescritto dall’art. 13 CPI

Chi ha registrato un marchio collettivo prima della riforma cosa deve fare?

I soggetti che hanno presentato la domanda possono riavviare l’istruttoria presentando istanza di conversione della stessa, in domanda di registrazione di marchio collettivo o marchio di certificazione. In questo caso, gli effetti della registrazione del marchio risultante dalla domanda di conversione decorrono dalla data di deposito della domanda di registrazione convertita. In caso di mancata presentazione della domanda di conversione entro il 23 marzo 2020 le domande si considerano ritirate.

Quali sono le differenze tra marchio collettivo, di certificazione e DOP?

La funzione delle DOP è  molto simile a quella del marchio collettivo e cioè garantire la qualità e l’origine di un prodotto (solo agroalimentare). Come si registra una DOP?

E qui la differenza principale – DOP, IGP non possono essere registrate da chiunque e/o attraverso una semplice istanza. Le Indicazioni Geografiche possono essere richieste solo da alcuni soggetti (associazioni di produttori). Questi devono presentare l’istanza allo Stato che, a sua volta, se la ritiene fondata, la trasmetterà alla Commissione Europea. L’iter è quindi molto lungo e complesso. I controlli sul cd “Disciplinare” vengono effettuati da autorità di controllo pubbliche o da organismi autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole  e non da soggetti privati. Una volta che la Commissione Europea ha riconosciuto la DOP chiunque sia in grado di rispettare il Disciplinare (che ha natura normativa e non privatistica come il Regolamento del marchio collettivo) può utilizzarla. Non servono richieste all’associazione di produttori.

Nel marchio collettivo è il titolare che stabilisce i requisiti, le modalità di produzione, il luogo di produzione. Nelle DOP queste caratteristiche non vengono create ma sono riconosciute in quanto storicamente esistenti. Per fare un esempio tipico si pensi al PARMIGIANO REGGIANO – le modalità di produzione, le mucche scelte, i fattori che lo rendono quello che è rispetto ad altri formaggi simili non sono state determinate a caso ma dalla storia dei luoghi in cui viene prodotto. Il DOP automaticamente ci dice che un prodotto è così perché c’è un determinato luogo in cui da tempo si produce uno specifico prodotto secondo storiche modalità e determinati ingredienti. Se manca il luogo, se mancano le modalità storiche non si può usare il termine DOP. I criteri per il riconoscimento sono tassativamente previsti dalla legge.

Quindi le differenze principali sono le seguenti:

  • Marchio Collettivo/di Certificazione – iter burocratico semplice, requisiti stabiliti dal titolare, anche per prodotti/servizi non agroalimentari, nessuna necessità di legame storico con territorio, controlli effettuati dal titolare;
  • Indicazioni Geografiche – iter burocratico complesso, requisiti stabiliti dalla legge, solo per prodotti agroalimentari, necessita di legame storico, controlli effettuati da soggetti pubblici.

Quindi se vi capita di leggere PARMIGIANO REGGIANO DOP prodotto in Germania non fidatevi, compratelo ed inviate il campione al Consorzio!!!!

 

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